venerdì 23 maggio 2014

Vota Antonio la Trippa!

 

Democrazia ed elezioni oggi sono solo due parole inutili e prive di significato. A cosa serve votare, oggi? Nessuno sa che il Parlamento Europeo non serve a nulla, a parte stabilire quanto devono essere lunghe le zucchine o stabilire altre amenità. Il resto, le cose importanti, le stabilisce la commissione Europea.  Questa non viene neanche nominata dall’europarlamento. Quindi fuorvianti e palesemente falsi sono quegli slogan che ci presentano queste elezioni come l’ultima occasione per cambiare qualcosa in Europa. L’ultimo in ordine temporale a sparare queste cazzate è lo stesso Presidente del Consiglio (belmatteo) che proprio stamattina, nella conferenza stampa pre-elettorale, tenuta a Palazzo Chigi, Togliamoci dunque ogni pia illusione. Gli eurodeputati rappresentano soltanto un infingimento democratico in un contesto eterodiretto da qualche nominato dai poteri finanziari massonici. E allora a che serve andare a votare? A niente, ovviamente.  A meno che le elezioni non siano viste come strumento di pressione per modificare la situazione interna o ad esprimere comunque un giudizio sulla UE. Lasciando perdere la prima ipotesi, apprestiamoci a vedere la chiamata alle urne come un test di soddisfacimento sulle politiche comunitarie. In questo caso, a meno di non essere completamente rimbambiti o sul libro paga di qualche consorteria, il giudizio non può che essere negativo. Dopo Fiscal compact, Mes, Erf, soltanto i collaborazionisti possono chiedere un voto per l’Europa.  Servi sono ma proprio del tutto scemi no, ed allora ecco che con varie sfumature vanno facendo un ragionamento “revisionista” cercando un alibi per dare ancora ossigeno a questo mostro dell’Unione Euopea. Ci raccontano che tutto sommato quest’Europa fondata sull’euro e sulle politiche di rigore effettivamente fa un po’ schifo, ma perdinci attenti ai populisti che vorrebbero gettare l’acqua sporca con il bambino.  Semmai c’è bisogno di più Europa, perché non facciamo la ganzata degli Stati Uniti d’Europa? Dateci il vostro voto e vedrete che numeri, batteremo i pugni sul tavolo e questi tecnocrati li riporteremo noi alla ragione. Ecco, PD, FI, NCD, Lista Tsipras e cespugli vari sono solo liste troll funzionali al mantenimento della stabilità usuraia, facenti parte del partito unico dell’euro.
DA NON VOTARE ASSOLUTAMENTE.        

Ci sono poi quelli che vorrebbero ma forse non possono; il cui unico scopo è in definitiva sistemare qualche nullafacente sulle comode poltrone dell’europarlamento. Prendiamo ad esempio Fratelli d’Italia. Quando erano ancora nel PDL hanno votato tutte le porcherie che l’Europa ci chiedeva. Senza battere ciglio. L’unico che fece un passo indietro in occasione della votazione sul Fiscal compact fu l’allora on. Crosetto . Che infatti ad ogni occasione rimarca la cosa, dimenticando di raccontarci però che ha votato il pareggio di bilancio in Costituzione. E quindi se non è zuppa è pan bagnato. Ma dove il gigante e la bambina suscitano la più grande ilarità è quando si entra nel merito dell’uscita dall’euro. Si può fare, ci raccontano, se non riescono a dimostrarci che per noi italiani è più conveniente restare. Poveri cocchi !! Se ancora non hanno capito come stanno le cose è bene che si dedichino ad altro. Cercano solo di raccattare qualche voto per meglio mercanteggiare l’ingresso nel nuovo rassemblement di centro destra.
DA NON VOTARE 

C’è poi la Lega, che urla come una disperata contro l’euro, anche se tiene a precisare che di uscire dall’UE nemmeno se ne  parla.   “ Noi non siamo contro l’Europa ma contro l’euro…
"Il buon Matteo, da non confondersi con il Bel Matteo, sembra ignorare il fatto che l’euro è lo strumento, l’elemento terminale di quell’Europa da cui non vuole uscire. Il che rende tutto il suo affannarsi  contro la sola moneta,  un inutile perdita di tempo ed una gran presa per fondelli.
DA NON VOTARE ASSOLUTAMENTE.

Rimane il M5S. Di cui sinceramente non ho capito un granché. A parte il fatto del casino per il casino, che sembra essere il segno distintivo e prioritario di Grillo, e che forse sarà anche utile per far saltare il banco sul quale si sta giocando la politica italiana, ma sull’Europa qual è il messaggio e la proposta avanzata? Non c’è segno di una ferma opposizione al progetto europeista se non il pannicello caldo del referendum sull’euro. Che è una gran cazzata anche perché non si può fare. E Grillo lo sa. Tanto è vero che nella trasmissione televisiva “Porta a Porta” quando il conduttore gli ripete costantemente “ ma dai Grillo, sai bene che non si può fare …”
il leader penta stellato va in confusione e trasforma il referendum in una consultazione online. Effettivamente un po’ pochino per creare grattacapi a quelli di Bruxelles. 
Qui veramente il ventaglio delle ipotesi di voto è esaurito. E’ desolante, ma non vedo nessuna formazione che coerentemente e seriamente proponga una alternativa vera al disastro Europa. Non rimane che praticare il non voto attivo. Recarsi al seggio, farsi registrare, rifiutare la scheda elettorale e fare mettere a verbale le motivazioni per cui da impenitente “populista” rigetto il progetto massonico finanziario conosciuto ai più come UE. Non sarà molto,  ma allo stato dell’arte non vedo valide alternative. 

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