martedì 11 marzo 2014

Parità di genere e finocchietti democratici

E’ da parecchi giorni che giornali e TV ci stanno rompendo i timpani con quello che, per i nostri finocchietti democratici, sembra essere il problema dei problemi: la parità di genere. La crisi continua a mietere vittime e, al di là delle rassicuranti parole governative, i disoccupati, giovani e non, aumentano giorno dopo giorno. I suicidi per disperazione non si contano ma per evitare di turbare il clima elettorale europeo, il presidente bischero ha imposto ai suoi scagnozzi il silenzio stampa. Così i titoli più preoccupanti sono stati tolti dalle prime pagine e messi in qualche trafiletto delle cronache cittadine. Il debito pubblico è inarrestabile e la Nato con la sua politica espansiva ci sta portando alle soglie di un conflitto mondiale. Insomma di argomenti veri di cui discutere ce ne sarebbero. Ed invece no. Ci martellano continuamente, da mane a sera con la parità di genere. Ora, chi più di me, direte voi, dovrebbe andar fiera di una cosa del genere. Sbagliato! La parità di genere rappresenta un grave danno alla donna. La donna dovrebbe rivendicare la sua diversità, non chiedere di annullarla. Adesso poi che le “quote rosa” non sono passate ci tocca pure sorbirci le rampogne della baldracca partigiana.E' un sistema marcio; i pennivendoli di regime agitano falsi problemi sotto dettatura dei poteri forti Perché dovremmo sentirci tranquilli per il solo fatto di sapere che i nominati sono pedissequamente al 50% maschi ed al 50% femmine. Il problema vero è che la nuova legge elettorale è assai peggio del tanto criticato “porcellum”. Innanzi tutto perché nasce a seguito di una sentenza della Corte costituzionale che il nuovo articolato ignora bellamente. Sai che differenza se i nominati diminuiscono di numero. Sempre nominati rimangono. C’è poi la questione degli sbarramenti che non daranno rappresentatività a milioni di elettori; non solo. Ma se gli stessi elettori sprecano il loro voto indirizzandolo verso una forza politica che non supera lo sbarramento, e la stessa è inserita in una coalizione, quegli stessi voti ritenuti inizialmente inutili servono comunque per fare eleggere deputati mai votati perché espressione del partito chioccia della coalizione stessa ( FI o PD) che si pappa tutto il pappabile. Insomma milioni di voti certificati che non conteranno niente; quando con poco più di due milioni di voti farlocchi raccattati alla farsa delle primarie del PD Renzi si è preso la presidenza del Consiglio. Ma queste assurdità vanno occultate ed allora ci vengono a stordire con l’ipocrisia delle quote rosa. Che poi mica sono tanto democratiche. Che significa 50 e 50. Ma scusate, e quelli tipo Scalfarotto dove li posizionate? Nelle quote azzurre ? Nelle quote rosa? Suvvia siate seri. Se volete fare le cose per bene occorre un’altra categoria di genere. Dai certificati anagrafici state sostituendo l’identificativo madre e padre con genitore 1 e genitore 2 . Proprio per non mettere in imbarazzo finocchi e lesbiche e al contempo gli volete negare una propria categoria protetta in Parlamento? Ma signori miei questo è sessismo della peggiore specie. Come direbbe l’ossessionata presidentessa Boldrini.

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